I Greci chiamavano ENKRATEIA il dominio di sé, necessario per governare il conflitto tra i nostri diversi bisogni, necessaria per condurre la nostra vita nel solco dei nostri valori. Il tema diventa estremamente attuale, in un periodo di forte carenza di progettualità, una fase in cui siamo reclinati su noi stessi e in cui viviamo un eterno presente. Read the rest of this entry »
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Il quadro di frammentarietà, la mancanza punti di riferimento e l’incertezza imposta e diffusa, produce una significativa riduzione degli investimenti affettivi e progettuali, sia verso se stessi, sia verso il mondo circostante. Come può la persona trovare una direzione e una forza per realizzare il proprio sé? Come può dare una direzione costruttiva al proprio vivere? Read the rest of this entry »
Uno dei blocchi i più diffusi è la paura di rischiare, di avere idee ma di non realizzarle. E’ una percezione errata molto comune che ci sia del rischio solo quando si cambia, si affrontano novità, ma ci possono essere rischi maggiori nell’assenza di cambiamento. Questa storia vi aiuterà a raccogliere la sfida. Read the rest of this entry »
A volte si riesce ad essere semplici ed efficaci senza essere banali: è questo il caso del breve saggio di Giorgio Nardone, che richiama immediatamente la “leggerezza” di calviniana memoria. Read the rest of this entry »
Come risolvere problemi attraverso soluzioni “semplici”
Author: Giulio Scaccia | Filed under: cambiamentoMio articolo sul management by coaching
Author: Giulio Scaccia | Filed under: coaching, formazione, formazione & coaching…. alcuni pensieri di buon auspicio per il 2010… e che ognuno di noi possa riappropiarsi del proprio tempo Read the rest of this entry »
La metafora è da sempre diffusa nel pensiero e nel linguaggio quotidiano: la parola metafora deriva dal greco meta, che significa “sopra” e phorein, che significa “portare da un posto ad un altro, trasportare”. Usata oggi con frequenza anche nel linguaggio professionale e manageriale trova, nell’aula, un luogo particolarmente adatto e fecondo e si caratterizza come una sorta di moltiplicatore di opzioni e di possibilità nella fruizione di contenuti e messaggi.
Oggi, da parte degli operatori della formazione, si assiste ad una ricerca continua di novità ed alternative, sulla scia spesso di aziende ed organizzazioni che fanno o richiedono questo.
Non è forse il caso di ragionare su quello che è il punto di partenza? Non stiamo forse perdendo il fine ultimo delle nostre attività, del nostro impegno, dei nostri studi? Quali sono i principi guida? Esiste, al di là della novità a tutti i costi, una strategia complessiva di più ampio respiro?
Quello che serve è un progetto, un percorso, che riesca a porre l’essere umano come valore fondante e che promuova una strada di sviluppo antitetica alla omologazione culturale e comportamentale, al livellamento in atto delle aspettative ed allo svuotamento dei principi morali e sociali.
Occorre recuperare, parafrasando Max Weber, un agire dotato di senso.

