Ripubblico un vecchio articolo comparso sulla newsletter AIF di un paio di anni fa. Read the rest of this entry »
Archive for the ‘formazione’ Category
“Essendo tutte le cose causate e causanti, aiutate ed adiuvanti, mediate e immediate, e tutte essendo legate da un vincolo naturale e insensibile che unisce le più lontane e le più disparate, ritengo sia impossibile conoscere le parti senza conoscere il tutto, così come è impossibile conoscere il tutto senza conoscere particolarmente le parti” – B. Pascal, Pensieri, 1994
Mio articolo sul management by coaching
Author: Giulio Scaccia | Filed under: coaching, formazione, formazione & coachingConoscere il nostro passato, i fatti della storia e della cronaca, ci possono aiutare a dare un senso ed un significato al presente e al futuro. Quella che vi pubblico è una sporca storia. Qualcuno dirà: “Cosa c’entra con la formazione ed il coaching?”… Giusto! Non è formazione. E’ ALTA FORMAZIONE. E’ CULTURA Read the rest of this entry »
La metafora ed il suo linguaggio pescano a piene mani dalla scuola di Milton Erickson e dal modello della Programmazione Neuro Linguistica.Ad esempio, uno dei presupposti e cardini fondamentali della PNL, “la mappa non è il territorio”, è una rappresentazione metaforica. Una rappresentazione assolutamente funzionale al nostro disegno. Infatti, sempre secondo la PNL, tutti noi abbiamo la nostra personale visione del mondo e questa visione si basa sulle mappe interne, che abbiamo costruito anche e soprattutto attraverso il linguaggio e le rappresentazioni sensoriali. Read the rest of this entry »
La metafora è da sempre diffusa nel pensiero e nel linguaggio quotidiano: la parola metafora deriva dal greco meta, che significa “sopra” e phorein, che significa “portare da un posto ad un altro, trasportare”. Usata oggi con frequenza anche nel linguaggio professionale e manageriale trova, nell’aula, un luogo particolarmente adatto e fecondo e si caratterizza come una sorta di moltiplicatore di opzioni e di possibilità nella fruizione di contenuti e messaggi.
Oggi, da parte degli operatori della formazione, si assiste ad una ricerca continua di novità ed alternative, sulla scia spesso di aziende ed organizzazioni che fanno o richiedono questo.
Non è forse il caso di ragionare su quello che è il punto di partenza? Non stiamo forse perdendo il fine ultimo delle nostre attività, del nostro impegno, dei nostri studi? Quali sono i principi guida? Esiste, al di là della novità a tutti i costi, una strategia complessiva di più ampio respiro?
Quello che serve è un progetto, un percorso, che riesca a porre l’essere umano come valore fondante e che promuova una strada di sviluppo antitetica alla omologazione culturale e comportamentale, al livellamento in atto delle aspettative ed allo svuotamento dei principi morali e sociali.
Occorre recuperare, parafrasando Max Weber, un agire dotato di senso.

