Ancora sul concetto di limite, che qua e là stiamo sviluppando. Qualche nota sul significato e la derivazione del termine.
Il significato di LIMES (da cui deriva l’italiano LIMITE) si è evoluto nella lingua latina.
Dal concetto agricolo di striscia di terra, ciglione che delimita due campi, si è allargato fino a comprendere l’idea di “confine, limite” che separa luoghi appartenenti a diverse realtà geografiche – come scrive Plinio nell’esempio precedentemente riportato.
In Tacito il concetto di LIMES comprende, invece, la linea fortificata, ovvero il complesso di fortificazioni che servivano a sorvegliare i territori occupati dai Romani dalle tribù germaniche, ad esempio. L’impero romano aveva creato nei secoli un sistema di difesa ben organizzato. Un limes importante e famoso fu quello sul Danubio e anche quello sul Reno.
Il concetto di limes può corrispondere a quello odierno di “linea di frontiera”, anche se l’impero romano non aveva l’idea di limite come frontiera invalicabile: l’impero romano aveva davanti a sé un orizzonte totalmente aperto, la prospettiva di totale apertura permetteva ai Romani di vedere il mondo come una possibile estensione del suo imperium. Il limes, infatti, non era stabile poiché veniva spostato in base alle esigenze logistico – militari e ricostruito di volta in volta. Le opere di fortificazione del LIMES iniziarono con la dinastia Flavia ed ebbero fine con quella Antoniniana. Di Antonino Pio è famoso il vallo che porta il suo nome e che fu fatto costruire da lui nel 142 tra i fiumi Forth e Clyde a difesa delle invasioni scozzesi. Ancor più noto è il vallo di Adriano (situato nell’Inghilterra del Nord) del quale molti resti sono ancora visibili. Era stato fatto erigere dall’imperatore Adriano nel 122 a difesa della Britannia romana ed era arricchito di castelli, torri e fossati.
Raffigurazioni del limes romano si possono vedere nei fregi della Colonna Traiana: una scena in particolare raffigura bene la riva destra del danubio con posti di guardia difesi da palizzate, cataste di legna e covoni di paglia che, se incendiati, servivano come segnalazione.
